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In Perù il Papa apre la via del Sinodo sull’Amazzonia

Nel corso del viaggio del 15-21 gennaio, Francesco vedrà in Cile due vittime della dittatura di Pinochet. Un incontro con i sopravvissuti ai preti pedofili? Greg Burke: «Non è in programma ma non vuol dire che sia impossibile

CITTÀ DEL VATICANO

Con il viaggio in Cile e Perù (da lunedì 15 a domenica 21 gennaio), e in particolare con l’incontro dei popoli dell’Amazzonia nella città peruviana di Puerto Maldonado, Papa Francesco dà il “La” al Sinodo amazzonico che ha convocato a Roma per il 2019. In Cile, ha reso noto Greg Burke, il Pontefice latinoamericano incontrerà anche due vittime della dittatura di Augusto Pinochet, mentre «non è in programma» un incontro con le vittime dei preti pedofili cileni, ha detto ancora il direttore della Sala Stampa vaticana aggiungendo che però «il tema è importante» e «gli incontri più interessanti sono quelli privati». Sorvolando l’Argentina il Pontefice invierà un telegramma «interessante» al presidente del suo paese natale Mauricio Macrì.

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«È l’inizio del Sinodo, possiamo dire», ha detto Burke nel corso di un briefing sul 22esimo viaggio internazionale di Francesco, il sesto in America latina, «nella sua enciclica Laudato si’ il Papa chiama al rispetto per il creato ma anche per le persone e per i popoli». In particolare il primo giorno in Perù, venerdì 19 gennaio, il Papa prima ancora di incontrare le autorità, il pomeriggio a Lima, si recherà la mattina (pomeriggio italiano) in aereo a Puerto Maldonado, a sud del paese, «nel cuore dell’Amazzonia».

Papa Francesco «viene ricevuto da una famiglia indigena», poi ha un primo incontro nel Coliseo Regional Madre de Dios dove i popoli dell’Amazzonia accoglieranno il Pontefice con danze, canti e testimonianze della loro situazione e Francesco consegnerà loro copie della Laudato si’ tradotta «nelle lingue locali», ha detto Burke. Il Papa, poi, incontrerà nuovamente la popolazione nell’istituto Jorge Basare e infine visiterà l’Hogar “El Principito”, «opera della Chiesa per aiutare i bambini vittime di violenza e di sfruttamento lavorativo nelle mine». A conclusione della visita, e prima di ripartire per Lima, il Papa pranzerà con nove rappresentanti dei popoli dell’Amazzonia nel Centro Pastorale Apaktone, nome indigeno del missionario domenicano José Alvarez Fernandez. Nel seguito del Papa ci saranno il cardinale brasiliano Claudio Hummes, presidente della Rete Ecclesiale Pan-amazzonica (Repam), e il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo, che rimarrà a Puerto Maldonado alcuni giorni per dedicarsi ai preparativi dell’assemblea straordinaria che il Pontefice ha convocato per il 2019.

Jorge Mario Bergoglio inizia il suo viaggio in Cile e Perù lunedì 15 gennaio. Parte da Roma alle otto di mattina e arriva a Santiago alle 20.10 (00.10 ora italiana). Il giorno dopo è dedicato alla capitale cilena. Alle 8.20 (12.20 a Roma) visiterà la presidente uscente Michelle Bachelet a Palacio de la Moneda, dopo avere rivolto un primo discorso ad autorità, società civile e corpo diplomatico. Il successore di Bachelet, Sebastian Pinera, rieletto di recente, in carica dal prossimo marzo, dovrebbe essere anch’egli presente in questa occasione. Il Papa celebra poi messa nel Parque O’Higgins, che può accogliere fino a 600mila persone. Nel primo pomeriggio cileno il Papa ha voluto mettere in programma una visita alle 600 detenute (con figli) del Centro Penitenciario Femenino di Santiago, poi Francesco incontrerà sacerdoti, religiosi e seminaristi nella cattedrale di Santiago e infine incontrerà brevemente i vescovi del paese che, come i loro confratelli peruviani, hanno fatto l’anno scorso la loro visita “ad limina” a Roma. Tra i presuli sarà presente anche il vescovo missionario Bittor Garaigordobil di 102 anni. Alle 19.15 (le 23.15 a Roma) la ormai consueta visita privata del Papa ai novanta gesuiti del paese al santuario di San Alberto Hurtado.

Il giorno dopo, mercoledì 17 gennaio, il Papa visita la città di Temuco, a sud del Cile, dove alle 10.30 (12.30 in Italia) dice messa nell’aeroporto di Maquehue. Alla celebrazione parteciperanno, con canti e balli tradizionali, i Mapuches, e il Papa pranzerà poi con otto di loro. In serata, tornato a Santiago, il Pontefice incontra i giovani nel santuario di Maipú e più tardi visita la Pontificia Università Cattolica del Cile. Il giovedì, ultimo giorno in Cile, il Papa visita Iquique, a nord del paese, dove celebra la messa nell’ampio Campus Lobito. Prima di pranzo incontra alcuni malati e «due vittime delle repressioni degli anni Settanta», ossia della dittatura di Augusto Pinochet, si è limitato a riferire Burke. Alle 17.05 (21.05 ora italiana) la partenza per Lima e alle 17.20 (23.20 a Roma) l’arrivo in Perù.

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Venerdì 19 gennaio, dopo la visita a Puerto Maldonado in Amazzonia, dalle 10.15 (le 16.15 ora italiana) all’ora di pranzo, nel pomeriggio il Papa incontra le autorità e alle 17.15 (le 23.15 a Roma) visita il presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski nel Salone degli Ambasciatori del Palacio de Gobierno. Alle 17.55 (cinque minuti a mezzanotte a Roma) l’incontro con i gesuiti peruviani. Sabato 20 gennaio il Papa visita Trujillo e, dopo la messa alle 10 (le 16 a Roma) sulla spianata costiera di Huanchaco visita in papamobile nel quartiere “Buenos Aires” duramente colpito dalle alluvioni conseguenti al tifone El Nino l’anno scorso, quando morirono numerose persone. Nel pomeriggio l’appuntamento in cattedrale con sacerdoti, religiosi e seminaristi locali e alle 16.45 (le 22.45) la celebrazione mariana.

L’ultimo giorno, domenica 21 gennaio, il Papa dopo la preghiera alle 9.15 (15.15 a Roma) con le religiose di vita contemplativa nel Santuario del Senor de los Milagros e la preghiera alle Reliquie dei Santi peruviani nella cattedrale di Lima, il Papa incontra i vescovi peruviani, recita l’Angelus e infine si reca nella Base Aerea “Las Palmas”, nel pomeriggio, per un’ultima messa. Alle 18.45 (00.45 ora italiana) la partenza per Roma, dove il Papa giunge lunedì 22 gennaio alle 14.15 all’aeroporto di Ciampino.

Nel Cile dove sono emerse numerose accuse di abusi e insabbiamenti (tra gli altri il vescovo di Osorno, Juan de la Cruz Barros Madrid, è criticato da alcuni fedeli per gli abusi del sacerdote Fernando Karadima) il Papa incontrerà le vittime dei preti pedofili? «Non è in programma – ha risposto Burke – ma questo non vuol dire che sia impossibile. Chiaramente il tema è importante. E gli incontri migliori sono quelli privati». Sorvolando l’Argentina il Pontefice invierà un telegramma «interessante» al presidente del suo paese natale Mauricio Macrì.

Rispondendo ad una domanda sui prossimi viaggi papali previsti per il 2018, il portavoce vaticano ha detto che «il Papa vorrebbe andare in Irlanda» in occasione dell’Incontro mondiale delle Famiglie a Dublino, e che «è allo studio un viaggio nei Paesi Baltici». I viaggi si dovrebbero tenere nella seconda metà dell’anno, «ma a febbraio ne sapremo di più».

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