Home / NEW ITALIA / L’arcivescovo di Milano e il 25 Aprile: “I partigiani non si sono rassegnati alla schiavitù, loro memoria per costruire il futuro”

L’arcivescovo di Milano e il 25 Aprile: “I partigiani non si sono rassegnati alla schiavitù, loro memoria per costruire il futuro”

Monsignor Delpini al Campo della Gloria del cimitero Maggiore: “Uomini e donne della Resistenza hanno sofferto e pagato con la vita la speranza di un Paese libero”

L'arcivescovo di Milano e il 25 Aprile: "I partigiani non si sono rassegnati alla schiavitù, loro memoria per costruire il futuro"

“Uomini e donne della Resistenza hanno creduto a una promessa, hanno compiuto le loro imprese, hanno sofferto e rischiato, hanno pagato con la vita la speranza di un Paese libero, di un popolo unito da valori condivisi e liberamente scelti”. Così l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, ha ricordato il sacrificio dei combattenti che hanno liberato l’Italia dalla dittatura nel corso della cerimonia che si è tenuta al Cimitero Maggiore, alla presenza della vicesindaca del Comune Anna Scavuzzo, del presidente della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani e del presidente del Comitato provinciale dell’Anpi Roberto Cenati. Queste persone “hanno creduto a una terra promessa e perciò non si sono rassegnati a una terra di schiavitù.- ha aggiunto – Personalmente sento la responsabilità di celebrare la memoria dei martiri della Resistenza come memoria di una promessa. Sento che solo questo modo di vivere la memoria contiene una possibilità di costruire insieme il futuro”.

La cerimonia ristretta per i caduti della Liberazione a Milano

Navigazione per la galleria fotografica

1 di 13

{}

CRONACA

Il 25 aprile di Milano tra mostre virtuali, celebrazioni senza piazze e fiori per 400 partigiani

Durante la cerimonia ristretta – poche persone per rispetto delle norme anticontagio da coronavirus – il cardinale ha anche detto: “La memoria degli eventi e delle vicende può essere celebrata come memoria di una vittoria. Diventa l’autocelebrazione dei vincitori. Comporta il rischio di essere una celebrazione di parte, una celebrazione che divide, che alimenta l’accanimento nel rivendicare meriti, nell’accusare di scelte sbagliate, nel cercare giustificazioni. La memoria degli eventi e delle vicende può essere celebrata come memoria di una sconfitta, di una ferita subita, di troppe morti ingiuste. Diventa l’occasione per alimentare il risentimento. Comporta il rischio di essere una celebrazione di parte, una celebrazione che divide, che alimenta una specie di pretesa di risarcimento o una aspettativa di rivincita”. Ma, ha concluso, “la memoria degli eventi, delle vicende e delle persone che hanno pagato il prezzo più alto può essere celebrata come condivisione di una speranza, come la fiducia in una promessa. La celebrazione di una promessa è la memoria che io, come vescovo cattolico di questa città, come cristiano di questo paese coltivo”.

Il Tricolore ovunque sui palazzi di Milano: il segno della memoria del 25 Aprile si intreccia con la lotta al coronavirus

Navigazione per la galleria fotografica

{}

Il presidente dell’Anpi di Milano, Roberto Cenati, ha sottolineato come il 25 aprile “deve essere la festa di tutti, senza divisioni” e che la lotta dei partigiani è “attuale così come lo è oggi la spinta a contrastare i nuovi nazionalismi, l’antisemitismo e la xenofobia. E’ una celebrazione che deve unire tutti gli italiani che credono nella libertà, nella democrazia e nei valori della Costituzione Repubblicana”.
La vicesindaca Scavuzzo, ha invece ricordato come “in questa celebrazione mancano i ragazzi delle scuole che spesso hanno animato questa cerimonia con un percorso di preparazione.  Per me è una festa di tutti e se in passato abbiamo avuto delle divisioni oggi la forza della democrazia e della libertà sta nella nostra Costituzione che deve essere di tutti”, ha concluso.

Comments

comments

About ERNESTO DARCOURT ARCE

Te podría interesar también

Covid Italia, il bollettino di oggi: 1.638 nuovi casi e boom di morti (24). Mai così decessi da inizio luglio

Covid Italia, il bollettino di oggi 19 settembre 2020. Sono 1.638 i nuovi casi di coronavirus in Italia, in …